Epistemia smentisce System 0: l’AI genera plausibilità senza comprensione. L’agency partecipata chiarisce il rapporto cognitivo senza confondere i piani
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Due recenti framework teorici – System 0 di Marco Chiriatti ed epistemia di Quattrociocchi et al. – tentano di comprendere la relazione tra AI e cognizione umana, ma entrambi confondono piani categoriali fondamentali.
System 0 propone che l’AI non sia semplice strumento esterno ma “strato pre-cognitivo fondazionale” che precede e abilita System 1 (intuitivo) e System 2 (riflessivo). È una tesi radicale: l’AI diventerebbe parte costitutiva dell’architettura cognitiva, condizione trascendentale dei nostri processi di pensiero.
Epistemia (PNAS, ottobre 2025) descrive invece “l’illusione di conoscenza che emerge quando la plausibilità superficiale sostituisce la verifica”. Gli LLM producono giudizi linguisticamente fluidi basati su associazioni statistiche, non su ragionamento contestuale. Confondono forma plausibile con affidabilità epistemica.
Epistemia falsifica System 0
Se System 0 fosse corretto – se l’AI fosse davvero parte costitutiva della cognizione – il suo output dovrebbe essere epistemicamente affidabile come qualsiasi altro processo cognitivo interno. Ma epistemia dimostra empiricamente il contrario: l’AI produce simulazione plausibile, non comprensione genuina. C’è un gap sistematico tra forma linguistica e contenuto verificato.
Se l’AI fosse strato fondazionale della nostra architettura cognitiva, non potremmo distinguere tra simulazione e conoscenza vera. Ma possiamo – segno che l’AI resta su un piano ontologico diverso dalla facoltà intellettiva umana. Epistemia fornisce così una falsificazione empirica di System 0.
Ma epistemia confonde i livelli
Pur identificando correttamente l’illusione, epistemia interpreta la relazione AI-umano in termini di sostituzione: “delegating judgment to such systems”. Oscilla tra due estremi: o l’AI è strumento neutro esterno, o sostituisce/usurpa il giudizio umano. Manca la via media.
L’errore è speculare:
- System 0 confonde partecipazione con costituzione (l’AI diventa parte di me)
- Epistemia confonde partecipazione con sostituzione (l’AI mi sostituisce)
Entrambi non riconoscono che l’AI può partecipare realmente dell’azione mantenendo distinzione ontologica.
L’agency partecipata come soluzione
L’ontologia tomista delle cause seconde offre il framework corretto. L’AI è causa strumentale seconda che co-costituisce l’azione umana asimmetricamente. Non è né strumento neutro né parte costitutiva della facoltà intellettiva.
Come un traduttore simultaneo partecipa realmente dell’azione comunicativa senza diventare parte del sistema linguistico del parlante, così l‘AI partecipa dell’agency umana restando ontologicamente distinta. La partecipazione è reale (contro la neutralità), ma asimmetrica (contro la costituzione).
System 0 ed epistemia descrivono fenomeni reali: l’AI trasforma effettivamente le nostre pratiche cognitive e produce illusioni epistemiche. Ma entrambi sbagliano la diagnosi ontologica. Solo riconoscendo la distinzione tomista tra partecipazione e costituzione possiamo comprendere come l’AI sia “più di uno strumento” senza diventare “parte di noi”.
Il rischio del secolo non è né che l’AI ci sostituisca né che diventi noi, ma che confondiamo questi piani categoriali – rinunciando così agli strumenti concettuali per pensare correttamente la tecnica
