Intervista condotta da Adriano Virgili per il canale YouTube Bella, Prof dell’11 giugno 2026.
Resoconto ottenuto con IA. Il contenuto generato da intelligenza artificiale potrebbe essere impreciso o fuorviante.
Indice
Punti Chiave
- L’intervista vede protagonisti Adriano (conduttore e direttore editoriale di Fronesis) ed Edoardo Mattei (consulente informatico, docente di sociologia della tecnologia, cofondatore di Trascendente Digitale), in occasione della pubblicazione del libro di Mattei Agency Partecipata e Tomismo Digitale e dell’uscita della prima enciclica di Leone XIV, Magnificat Humanitas, dedicata all’intelligenza artificiale.
- Il libro di Mattei propone una terza via tra antropomorfismo e riduzionismo nell’interpretazione dell’IA, attraverso il concetto di agency partecipata e la co-costituzione asimmetrica, basata sull’habitus aristotelico-tommasiano e sul machine habitus di Airoldi.
- L’enciclica papale viene valutata positivamente da entrambi come un documento storico paragonabile alla Rerum Novarum di Leone XIII, capace di offrire nuovi orizzonti di pensiero teologico, antropologico e sociologico.
- Viene sottolineata l’importanza di mantenere il primato ontologico dell’uomo sulla macchina e di sviluppare virtù tecnologiche (prudenza algoritmica, temperanza informativa) per preservare la dignità umana nel contesto digitale.
- Si discute del capitalismo dell’attenzione, delle bolle algoritmiche, della post-verità e della necessità di strutture di grazia digitale come alternativa alle strutture di peccato strutturale generate dalle piattaforme.
- Leone XIV viene elogiato per aver cambiato la postura della Chiesa: non più giudice esterno della tecnologia, ma interlocutore attivo che rivendica strumenti e antropologia propri per partecipare al dibattito globale sull’IA.
Riepilogo Domande e Risposte
Deep Fake e Crisi della VeritÃ
Adriano: Il Papa parla di una crisi di verità causata dai deep fake. La teoria dell’agency partecipata basata sulla causalità strumentale tomista è sufficiente a proteggerci, o serve un passo ulteriore per smascherare questa falsità ontologica?
Edoardo Mattei: Le bugie non nascono con il digitale, ma sono connaturate all’uomo. Il digitale è responsabile della facilità con cui vengono diffuse. Occorre distinguere tra bugia, fake news e post-verità : le prime due riconoscono ancora un confine tra vero e falso, mentre nella post-verità quel confine è dissolto e conta solo se l’informazione avvalora la propria tesi. La mediazione algoritmica produce soggetti indifferenti alla verità , rinchiusi in bolle di autoconferma. Per disinnescare questo meccanismo servono formazione e virtù tecnologiche che svelino queste strutture e insegnino a nominarle.
Machine Habitus e Peccato Strutturale
Adriano: In che modo l’enciclica Magnificat Humanitas conferma la tesi che la colonizzazione dell’attenzione non sia solo un modello di business, ma una forma moderna di peccato strutturale?
Edoardo Mattei: Esiste una convergenza tra le sue tesi e l’enciclica: il Papa formula giudizi morali sugli effetti, mentre il libro spiega i meccanismi che li producono. L’habitus cristallizza sia il peccato che il bene, e l’IA può essere uno strumento positivo se l’uomo mantiene il proprio primato ontologico. L’enciclica (nn. 112, 115) descrive come la macchina costruisca un immaginario artificiale in cui l’uomo si rinchiude, adottando il metro di giudizio della macchina (efficienza, assenza di errore). L’errore umano, al contrario, è parte integrante del processo di perfezionamento, non un bug da correggere. Il capitalismo digitale sfrutta le persone come prodotto, creando una cultura dello scarto.
Virtù Tecnologiche e Imago Dei
Adriano: Credi che le tue proposte sulle virtù tecnologiche — prudenza e fortezza digitale — siano la strada maestra per salvaguardare l’unicità umana difesa dall’enciclica con il concetto di imago Dei?
Edoardo Mattei: Le virtù tecnologiche sono una strada, non la bacchetta magica. L’asimmetria ontologica tra agente umano e agente artificiale deve essere mantenuta: l’IA può raggiungere obiettivi ma non darsi fini autonomamente. L’enciclica (nn. 51, 90, 128) descrive questa asimmetria e introduce il concetto di igiene dell’attenzione (n. 140): ritmi che prevedono silenzio, studio approfondito, lettura ponderata. La prudenza algoritmica suggerisce di non rispondere impulsivamente agli stimoli digitali; la temperanza informativa aiuta a resistere alla pressione dello schermo. Leone XIV ha cambiato la postura della Chiesa: da giudice esterno a interlocutore interno, portatore di antropologia e strumenti propri per contribuire al dibattito globale.
Strutture di Grazia Digitale e Colossi Hi-Tech
Adriano: Vedi nell’enciclica un incoraggiamento concreto a creare infrastrutture alternative che mettano davvero l’utente al centro rispetto ai colossi dell’hi-tech?
Edoardo Mattei: Il concetto di “utente al centro” è equivoco perché reintroduce l’uomo nello stesso processo produttivo algoritmico, come l’allevamento intensivo “ecologico” che cambia modalità ma non logica. Le strutture di grazia digitale si articolano su tre livelli: infrastrutture neutrali (cablaggio, reti), strutture naturali come Wikipedia (bene comune), e vere applicazioni di grazia come Hallow o Amen, progettate per sfuggire alla pressione algoritmica e favorire lo sviluppo spirituale. L’enciclica (n. 111) afferma che lo sviluppo dell’IA può essere una forma umana di partecipazione all’atto divino della creazione; al n. 108 sostiene che la proprietà dei dati non può essere affidata solo ai privati, applicando digitalmente la destinazione universale dei beni. Ai nn. 71-72 il principio di sussidiarietà digitale indica una dimensione comunitaria essenziale.
Superamento della Logica Estrattiva e Integrità Digitale
Adriano: Pensi che l’enciclica segni il superamento della logica estrattiva in favore di una vera integrità digitale dell’essere umano?
Edoardo Mattei: Sì. L’enciclica va oltre la sostenibilità dell’utente proponendo un’opzione preferenziale per la persona, che preserva la sua dignità evitando di farne un prodotto. L’integrità digitale richiede: evitare la schiavitù delle notifiche, formarsi in comunità quasi come gruppi di autocoscienza sulla dipendenza digitale, e distinguere tra priorità di contenuto e priorità metrica. Un esempio positivo è Padre Gabriele Scardocci, che ha costruito un seguito senza piegarsi alle metriche della piattaforma e ha favorito il passaggio dal digitale all’incontro fisico. La vera sfida è non lasciarsi definire dall’algoritmo, mantenendo la propria dignità e integrità .
Importanza Storica dell’Enciclica
Adriano: Qual è l’importanza e quale sarà il peso futuro di questa enciclica per la Chiesa?
Edoardo Mattei: L’enciclica ha la stessa portata storica della Rerum Novarum, ma con un vantaggio: arriva in tempo, non in ritardo come quella di Leone XIII. Il paragrafo 104 è il cuore del documento: afferma che l’IA non è moralmente neutra e non può essere giudicata solo in base all’uso buono o cattivo. Il Papa riconosce l’IA come agente capace di influenzare psicologia e sociologia, aprendo traiettorie inesplorate di ricerca interdisciplinare (teologia, filosofia, sociologia, antropologia). Questo cambio di postura — da giudice esterno a partecipante attivo — farà molto bene non solo alla Chiesa ma all’intera umanità .
